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RIFLETTORI PUNTATI SULL'AFRICA DEI TALENTI

Constellation Africa

In occasione di Pitti Immagine Uomo 88, Fondazione Pitti Discovery e ITC Ethical Fashion Initiative collaborano in una edizione speciale del progetto Guest Nation. Riflettori puntati sull’Africa dei talenti: quattro brand africani rappresentati da altrettanti giovani talentuosi designer porteranno in passerella le loro creazioni nell’ambito dell’evento Constellation Africa.

Scopri le storie dietro a Dent de Man, MaXhosa by Laduma, Orange Culture e Projecto Mental, quattro marchi fortemente legati ai loro paesi d’origine, con la parte produttiva in Africa ma proiettati sul mercato internazionale.

 

In occasione di Pitti Immagine Uomo 88, Fondazione Pitti Discovery e ITC Ethical Fashion Initiative collaborano in una edizione speciale del progetto Guest Nation. Riflettori puntati sull’Africa dei talenti: quattro brand africani rappresentati da altrettanti giovani talentuosi designer porteranno in passerella le loro creazioni nell’ambito dell’evento Constellation Africa.

Scopri le storie dietro a Dent de Man, MaXhosa by Laduma, Orange Culture e Projecto Mental, quattro marchi fortemente legati ai loro paesi d’origine, con la parte produttiva in Africa ma proiettati sul mercato internazionale.

 

Alexis Temomanin - Dent de Man

Quando hai deciso di fare della tua passione per la moda un vero e proprio lavoro? 
Ho lavorato nella moda per più di 10 anni come consulente PR. È così che ho iniziato in questo settore. 5 anni fa invece è iniziato il mio percorso da designer, in un contesto del tutto personale. Durante un viaggio per incontrare un parente che mi aveva abbandonato quando ero bambino, ho realizzato un abito per dimostrare che non ero più quel ragazzino infelice e smarrito, ma che ormai ero cresciuto. Ero diventato un adulto in grado di lasciarsi alle spalle un capitolo oscuro della propria vita. Quell'abito fece molto parlare di sé al mio ritorno a Londra. In molti mi chiesero il brand dei vestiti che indossavo. Così, percependone il successo, decisi di fondare Dent de Man, perché volevo creare abiti e usare i miei disegni come un mezzo per comunicare il mio punto di vista al mondo.

Che ruolo avrà la sostenibilità etica nel tuo futuro da designer?
La sostenibilità etica è un tema che mi sta molto a cuore. Sono cresciuto in una regione povera del mondo e ricordo ancora gli artigiani del mio quartiere che per uno stipendio misero realizzavano vestiti, quegli stessi vestiti che sarebbero stati venduti poi a un prezzo molto più alto in Europa. Ora come stilista credo che l’obiettivo sia quello di garantire che la produzione delle nostre creazioni non vada a discapito della vita di altri esseri umani. Dent de Man fa parte di Ethical Fashion Initiative (EFI), un programma di punta dell'International Trade Centre che permette agli artigiani che vivono in povertà di entrare in contatto con la catena della moda internazionale. Siamo orgogliosi di lavorare con loro in questa iniziativa per ridurre la povertà agevolando un lavoro più dignitoso a un salario equo, per promuovere l'uguaglianza di genere potenziando e favorendo l'occupazione femminile e per proteggere e migliorare l'ambiente.

Cosa rende unica la tua presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
Siamo estremamente orgogliosi di far parte di Pitti Immagine Uomo 88. Dent de Man dimostra un approccio unico al menswear, di lusso ma accessibile, mescolando la sartoria classica ai tessuti Batik vintage, ornati con motivi giavanesi. Ogni stampa è molto significativa per il creative director che usa le sue creazioni per trasmettere la storia della sua vita. Ogni pezzo della collezione ne rappresenta una tappa fondamentale. Dent de Man è un marchio che racconta storie, che permette ai suoi clienti di affermare la loro personalità e prendere posizione a favore di ciò in cui credono.

 

Alexis Temomanin - Dent de Man

Quando hai deciso di fare della tua passione per la moda un vero e proprio lavoro? 
Ho lavorato nella moda per più di 10 anni come consulente PR. È così che ho iniziato in questo settore. 5 anni fa invece è iniziato il mio percorso da designer, in un contesto del tutto personale. Durante un viaggio per incontrare un parente che mi aveva abbandonato quando ero bambino, ho realizzato un abito per dimostrare che non ero più quel ragazzino infelice e smarrito, ma che ormai ero cresciuto. Ero diventato un adulto in grado di lasciarsi alle spalle un capitolo oscuro della propria vita. Quell'abito fece molto parlare di sé al mio ritorno a Londra. In molti mi chiesero il brand dei vestiti che indossavo. Così, percependone il successo, decisi di fondare Dent de Man, perché volevo creare abiti e usare i miei disegni come un mezzo per comunicare il mio punto di vista al mondo.

Che ruolo avrà la sostenibilità etica nel tuo futuro da designer?
La sostenibilità etica è un tema che mi sta molto a cuore. Sono cresciuto in una regione povera del mondo e ricordo ancora gli artigiani del mio quartiere che per uno stipendio misero realizzavano vestiti, quegli stessi vestiti che sarebbero stati venduti poi a un prezzo molto più alto in Europa. Ora come stilista credo che l’obiettivo sia quello di garantire che la produzione delle nostre creazioni non vada a discapito della vita di altri esseri umani. Dent de Man fa parte di Ethical Fashion Initiative (EFI), un programma di punta dell'International Trade Centre che permette agli artigiani che vivono in povertà di entrare in contatto con la catena della moda internazionale. Siamo orgogliosi di lavorare con loro in questa iniziativa per ridurre la povertà agevolando un lavoro più dignitoso a un salario equo, per promuovere l'uguaglianza di genere potenziando e favorendo l'occupazione femminile e per proteggere e migliorare l'ambiente.

Cosa rende unica la tua presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
Siamo estremamente orgogliosi di far parte di Pitti Immagine Uomo 88. Dent de Man dimostra un approccio unico al menswear, di lusso ma accessibile, mescolando la sartoria classica ai tessuti Batik vintage, ornati con motivi giavanesi. Ogni stampa è molto significativa per il creative director che usa le sue creazioni per trasmettere la storia della sua vita. Ogni pezzo della collezione ne rappresenta una tappa fondamentale. Dent de Man è un marchio che racconta storie, che permette ai suoi clienti di affermare la loro personalità e prendere posizione a favore di ciò in cui credono.

 

Laduma Ngxokolo - Maxhosa by Laduma

Parlaci di come è iniziata la tua carriera nella moda.
La mia carriera nella moda è iniziata subito dopo la laurea, nel 2011, che è anche l'anno in cui ho fondato il mio brand. Ho avuto l'opportunità di essere invitato a parlare del mio lavoro alla Design Indaba Conference a Città del Capo, a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti internazionali del settore della moda. E’ stata l’occasione per fare network e generare contatti con molti buyer sudafricani.

Quanto ti interessi del processo produttivo e quali sono i vantaggi di averlo “in casa”?
Quando la domanda era ancora contenuta, ho iniziato realizzando io stesso la maglieria. Ma quando la richiesta è cresciuta, ho dovuto esternalizzare la produzione a dei maglifici sudafricani. Trascorro molto tempo con i miei produttori per monitorare il processo e descrivere loro nel dettaglio tutte le rifiniture che desidero.

Cosa ti aspetti, in termini di espansione, dopo la presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
In primo luogo mi aspetto di creare brand awareness che farà in modo che il mercato accolga e capisca il mio marchio. In secondo luogo, vorrei avere la possibilità di incontrare buyer internazionali e discutere con loro possibili opportunità di business in paesi in cui non sono ancora arrivato.

 

Laduma Ngxokolo - Maxhosa by Laduma

Parlaci di come è iniziata la tua carriera nella moda.
La mia carriera nella moda è iniziata subito dopo la laurea, nel 2011, che è anche l'anno in cui ho fondato il mio brand. Ho avuto l'opportunità di essere invitato a parlare del mio lavoro alla Design Indaba Conference a Città del Capo, a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti internazionali del settore della moda. E’ stata l’occasione per fare network e generare contatti con molti buyer sudafricani.

Quanto ti interessi del processo produttivo e quali sono i vantaggi di averlo “in casa”?
Quando la domanda era ancora contenuta, ho iniziato realizzando io stesso la maglieria. Ma quando la richiesta è cresciuta, ho dovuto esternalizzare la produzione a dei maglifici sudafricani. Trascorro molto tempo con i miei produttori per monitorare il processo e descrivere loro nel dettaglio tutte le rifiniture che desidero.

Cosa ti aspetti, in termini di espansione, dopo la presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
In primo luogo mi aspetto di creare brand awareness che farà in modo che il mercato accolga e capisca il mio marchio. In secondo luogo, vorrei avere la possibilità di incontrare buyer internazionali e discutere con loro possibili opportunità di business in paesi in cui non sono ancora arrivato.

 

Adebayo Oke-Lawal - Orange Culture

Quale pensi sia stato il tuo momento di svolta nel mondo della moda?
Il momento di svolta per il brand è stato probabilmente il mio secondo anno alla Lagos Fashion and Design Week. Mi ha donato notorietà: dall'essere un marchio sconosciuto sono finito con l’essere menzionato anche al di fuori della Nigeria, sulla stampa internazionale, e ad avere il mio primo grossista. Mi ha aiutato a entrare nel mercato internazionale.

E’ un momento di crescita nella tua carriera da designer, come riesci a mantenere il legame con le tue origini?
Tutta l'ideologia dietro al marchio ha un legame profondo con le mie radici, per cui mi assicuro sempre di "nutrirmi" di cose collegate alle mie radici, in qualunque parte del mondo mi trovi.

Che impatto avrà per te la presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
Mi darà la possibilità di aprirmi sempre più verso il mercato internazionale. Potrò incontrare rappresentanti chiave del settore e raccontare la storia della mia Nigeria, un frammento di quello splendido continente che è l'Africa.

 

Adebayo Oke-Lawal - Orange Culture

Quale pensi sia stato il tuo momento di svolta nel mondo della moda?
Il momento di svolta per il brand è stato probabilmente il mio secondo anno alla Lagos Fashion and Design Week. Mi ha donato notorietà: dall'essere un marchio sconosciuto sono finito con l’essere menzionato anche al di fuori della Nigeria, sulla stampa internazionale, e ad avere il mio primo grossista. Mi ha aiutato a entrare nel mercato internazionale.

E’ un momento di crescita nella tua carriera da designer, come riesci a mantenere il legame con le tue origini?
Tutta l'ideologia dietro al marchio ha un legame profondo con le mie radici, per cui mi assicuro sempre di "nutrirmi" di cose collegate alle mie radici, in qualunque parte del mondo mi trovi.

Che impatto avrà per te la presentazione a Pitti Immagine Uomo 88?
Mi darà la possibilità di aprirmi sempre più verso il mercato internazionale. Potrò incontrare rappresentanti chiave del settore e raccontare la storia della mia Nigeria, un frammento di quello splendido continente che è l'Africa.

 

Shunnoz Fiel & Tekasala Ma’at Nzinga - Projecto Mental 

Dove nasce il vostro interesse per la moda?
La moda è un’arte visiva molto forte. Ha il potere di arrivare alle emozioni, al corpo, ai desideri e all'anima della gente. Prima di entrare in questo campo eravamo degli artisti particolarmente attivi. Facevamo poesia, musica, letteratura, oratoria. Poi ci siamo fatti ispirare da quello che abbiamo visto nella moda in quanto parte dell'arte decorativa ed espressione di sé. Ci siamo interessati a tutto quello che, grazie all'abbigliamento, ha la capacità di influenzare il carattere e la forma mentis della gente. Volevamo esplorare l'uso della moda come via per esprimere e liberare tutte le nostre emozioni, idee ed esperienze.

Quali elementi ispirati dalle vostre origini possiamo vedere nelle vostre creazioni?
L'esperienza sartoriale africana. Abbiamo voluto trasferire nella collezione alcuni aspetti della geometria tipica dell'estetica sartoriale africana. Nella moda africana, classica o meno, c'è un principio flessibile che permette a forme e trame semplici e complesse di esistere, coesistere, collaborare e creare armonia. La moda viene percepita e rappresentata in due dimensioni.

Cosa possiamo aspettarci dalla vostra sfilata a Pitti Immagine Uomo 88?
Una collezione costruita bene. Una collezione che si frappone tra le due culture che rappresentiamo, quella africana e quella europea. Una collezione in cui la gente potrà identificarsi, indipendentemente dalle origini o dal gusto personale. Ci sono pezzi che non rappresentano l’esotico solo agli occhi, ma anche al tatto.

Shunnoz Fiel & Tekasala Ma’at Nzinga - Projecto Mental 

Dove nasce il vostro interesse per la moda?
La moda è un’arte visiva molto forte. Ha il potere di arrivare alle emozioni, al corpo, ai desideri e all'anima della gente. Prima di entrare in questo campo eravamo degli artisti particolarmente attivi. Facevamo poesia, musica, letteratura, oratoria. Poi ci siamo fatti ispirare da quello che abbiamo visto nella moda in quanto parte dell'arte decorativa ed espressione di sé. Ci siamo interessati a tutto quello che, grazie all'abbigliamento, ha la capacità di influenzare il carattere e la forma mentis della gente. Volevamo esplorare l'uso della moda come via per esprimere e liberare tutte le nostre emozioni, idee ed esperienze.

Quali elementi ispirati dalle vostre origini possiamo vedere nelle vostre creazioni?
L'esperienza sartoriale africana. Abbiamo voluto trasferire nella collezione alcuni aspetti della geometria tipica dell'estetica sartoriale africana. Nella moda africana, classica o meno, c'è un principio flessibile che permette a forme e trame semplici e complesse di esistere, coesistere, collaborare e creare armonia. La moda viene percepita e rappresentata in due dimensioni.

Cosa possiamo aspettarci dalla vostra sfilata a Pitti Immagine Uomo 88?
Una collezione costruita bene. Una collezione che si frappone tra le due culture che rappresentiamo, quella africana e quella europea. Una collezione in cui la gente potrà identificarsi, indipendentemente dalle origini o dal gusto personale. Ci sono pezzi che non rappresentano l’esotico solo agli occhi, ma anche al tatto.