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Fashion & Trends, People

COS cerca di fare la Fast Fashion Patinata

By Sofia Celeste 12 luglio 2018

MILANO, ITALIA - Molte sopracciglia si sono alzate quando Pitti Immagine ha annunciato la presenza del brand londinese COS nella lista di Pitti Immagine Uomo 94, visto che molti dei marchi di vecchia data che espongono qui sono radicati nella slow fashion e nell'artigianato italiano. Lo show di Cos "Soma" andato in scena lo scorso giugno è stata la prima volta che un marchio di fast fashion sia stato presentato a Pitti Uomo. Molto di questo è dovuto alla ricerca del marchio di affermarsi con più di un'anima.

Di proprietà del colosso svedese H&M, il management del marchio ha svelato uno show presso il capolavoro rinascimentale dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze, in cui la loro capsule collection da uomo era indossata durante uno spettacolo coreografico, a cura del famoso coreografo britannico Wayne McGregor.

Fairplay ha incontrato Christophe Copin, responsabile del menswear di Cos:

Siamo tutti molto curiosi sul motivo per cui ha deciso che Pitti era il luogo perfetto per mostrare questa collezione...

Pitti era il posto giusto, perché storicamente è il più grande evento dell’anno dedicato alla moda uomo. Ha un taglio sartoriale tradizionale e anche molto sperimentale.

Questa collezione riguarda l'essenziale. Non volevamo organizzare una sfilata di moda perché non si trattava di questo. Riguardava il movimento. C'è qualcosa di molto connesso alla funzionalità del tessuto. Lavoriamo sempre con altri artisti e questa volta si parla del movimento che facciamo ogni giorno senza nemmeno pensarci. Ecco perché abbiamo deciso di fare ”Soma" perché è un corpo senza mente. Fai una sorta di movimento circa 200 volte al giorno senza nemmeno pensarci. Ed è stato fantastico mostrarlo in una città vera, una città bellissima, lontano dal palcoscenico e non in una sfilata di moda - una vita molto reale.

La cosa curiosa è ... Pitti è per i buyer e con un evento come questo, sono venuti a vedere COS per curiosità. Allora, qual è stato il ragionamento di marketing dietro questo evento?

L'idea era di mostrare il modo in cui lavoriamo tutto il tempo sulla collezione; il suo processo creativo. Questa volta è stato molto speciale perché fin dall'inizio volevamo lavorare sull'essenziale. Lavoriamo sempre sull'essenziale, ma la cosa è trovare un nuovo modo per rendere l'essenziale più moderno, più senza tempo, e ogni stagione più funzionale. Questa volta non era differente, perché collaboriamo sempre con artisti - designer inglesi, artisti inglesi. Ma questa volta era davvero collegato al tessuto: il capo, la musica.

Ci sono molti marchi in giro, ma COS è davvero in grado di distinguersi in termini di stile e anche in termini di sostenibilità con l'etichetta C, ad esempio. Come l’avete perfezionato nel corso degli anni?

Il DNA è lì dall’inizio naturalmente e il processo creativo è diverso. Voglio dire, non è diverso dalle altre case di moda, ma ogni stagione cominciamo da zero, pensando a quali artisti ci piacciono, quali sensazioni e performance ci piacciono. Mettiamo tutti insieme e pensiamo a cosa è interessante. E poi tutto va veramente con l'estetica COS, che come dice, è molto particolare. Non c'è nulla di forzato, è tutto molto connesso sin dall'inizio - la funzione, la tattilità del tessuto e la sua atemporalità. Ma cerchiamo di renderlo sorprendente ogni volta.

Articolo originale in inglese. Interpretazione italiana a cura di Valentina Accardo.



Valentina Accardo
Giornalista economica con la passione per la moda

Valentina ha seguito soprattutto economia e finanza per l'agenzia di stampa Apcom (ora askanews), la Tv finanziaria Class-CNBC e il quotidiano Milano Finanza, dal 2003 al 2010. A Washington DC, ha lavorato per due anni come associate producer per la National Public Radio. Oltre a scoprire brand emergenti della moda donna come Fashion Editor per BACOluxury, è attualmente contributor per Reuters e lavora per Il Sole 24 Ore.

MILANO, ITALIA - Molte sopracciglia si sono alzate quando Pitti Immagine ha annunciato la presenza del brand londinese COS nella lista di Pitti Immagine Uomo 94, visto che molti dei marchi di vecchia data che espongono qui sono radicati nella slow fashion e nell'artigianato italiano. Lo show di Cos "Soma" andato in scena lo scorso giugno è stata la prima volta che un marchio di fast fashion sia stato presentato a Pitti Uomo. Molto di questo è dovuto alla ricerca del marchio di affermarsi con più di un'anima.

Di proprietà del colosso svedese H&M, il management del marchio ha svelato uno show presso il capolavoro rinascimentale dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze, in cui la loro capsule collection da uomo era indossata durante uno spettacolo coreografico, a cura del famoso coreografo britannico Wayne McGregor.

Fairplay ha incontrato Christophe Copin, responsabile del menswear di Cos:

Siamo tutti molto curiosi sul motivo per cui ha deciso che Pitti era il luogo perfetto per mostrare questa collezione...

Pitti era il posto giusto, perché storicamente è il più grande evento dell’anno dedicato alla moda uomo. Ha un taglio sartoriale tradizionale e anche molto sperimentale.

Questa collezione riguarda l'essenziale. Non volevamo organizzare una sfilata di moda perché non si trattava di questo. Riguardava il movimento. C'è qualcosa di molto connesso alla funzionalità del tessuto. Lavoriamo sempre con altri artisti e questa volta si parla del movimento che facciamo ogni giorno senza nemmeno pensarci. Ecco perché abbiamo deciso di fare ”Soma" perché è un corpo senza mente. Fai una sorta di movimento circa 200 volte al giorno senza nemmeno pensarci. Ed è stato fantastico mostrarlo in una città vera, una città bellissima, lontano dal palcoscenico e non in una sfilata di moda - una vita molto reale.

La cosa curiosa è ... Pitti è per i buyer e con un evento come questo, sono venuti a vedere COS per curiosità. Allora, qual è stato il ragionamento di marketing dietro questo evento?

L'idea era di mostrare il modo in cui lavoriamo tutto il tempo sulla collezione; il suo processo creativo. Questa volta è stato molto speciale perché fin dall'inizio volevamo lavorare sull'essenziale. Lavoriamo sempre sull'essenziale, ma la cosa è trovare un nuovo modo per rendere l'essenziale più moderno, più senza tempo, e ogni stagione più funzionale. Questa volta non era differente, perché collaboriamo sempre con artisti - designer inglesi, artisti inglesi. Ma questa volta era davvero collegato al tessuto: il capo, la musica.

Ci sono molti marchi in giro, ma COS è davvero in grado di distinguersi in termini di stile e anche in termini di sostenibilità con l'etichetta C, ad esempio. Come l’avete perfezionato nel corso degli anni?

Il DNA è lì dall’inizio naturalmente e il processo creativo è diverso. Voglio dire, non è diverso dalle altre case di moda, ma ogni stagione cominciamo da zero, pensando a quali artisti ci piacciono, quali sensazioni e performance ci piacciono. Mettiamo tutti insieme e pensiamo a cosa è interessante. E poi tutto va veramente con l'estetica COS, che come dice, è molto particolare. Non c'è nulla di forzato, è tutto molto connesso sin dall'inizio - la funzione, la tattilità del tessuto e la sua atemporalità. Ma cerchiamo di renderlo sorprendente ogni volta.

Articolo originale in inglese. Interpretazione italiana a cura di Valentina Accardo.



Valentina Accardo
Giornalista economica con la passione per la moda

Valentina ha seguito soprattutto economia e finanza per l'agenzia di stampa Apcom (ora askanews), la Tv finanziaria Class-CNBC e il quotidiano Milano Finanza, dal 2003 al 2010. A Washington DC, ha lavorato per due anni come associate producer per la National Public Radio. Oltre a scoprire brand emergenti della moda donna come Fashion Editor per BACOluxury, è attualmente contributor per Reuters e lavora per Il Sole 24 Ore.

 

Photo: VOGUE

 

Photo: VOGUE

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