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Pitti Uomo 95: Cottweiler for Allegri

By Sofia Celeste 21 dicembre 2018

Ancora sulla cresta dell’onda dalla loro ultima presentazione come Pitti Guest Designer a Pitti Uomo 91, il duo Matthew Dainty e Ben Cottrell di Cottweiler tornerà alla 95a edizione del salone, questa volta per presentare la capsule collection con il brand italiano Allegri. Abbiamo incontrato i vincitori dell'International Woolmark Prize 2017 e ci hanno dato un'anteprima di quello che ci aspetta a gennaio e raccontato il percorso del brand da fenomeno social media a player di primo piano nell'abbigliamento di lusso maschile.

Siamo così felici di rivedervi a Pitti Uomo quest'anno. Il vostro lavoro è sempre pieno di spirito artistico, emozione e movimento. Queste caratteristiche sembrano rappresentare tutte le vostre collezioni, qualunque cosa facciate.

Matthew: Quando iniziamo a lavorare su qualsiasi collezione o presentazione, tendiamo a concentrarci su qualcosa che trascenda il mondo della moda. Si tratta di dare alle persone qualcosa di significativo da ricordare.

Da quando avete fondato il marchio nel 2012, i social media vi hanno davvero sostenuto nel lancio del brand. Ultimamente, avete avuto l'opportunità di collaborare con tanti grandi nomi Reebook, Mulberry, Woolmark, solo per citarne alcuni. Perché le collaborazioni sono così importanti per il vostro brand in questo momento?

Ben: Penso che sia importante condividere la nostra creatività con l'esperienza degli altri; specialmente quando si tratta di dettagli tecnici che ci permettono di creare un prodotto più sofisticato.

Allegri è uno storico brand italiano che realizza capispalla ed è, come Cottweiler, una label dal posizionamento alto. Quando una realtà inglese come la vostra collabora con una realtà italiana accade qualcosa di magico...

Matthew: C'è sempre stata, storicamente, una relazione molto forte tra i marchi inglesi e quelli italiani. Gli italiani hanno sempre subito il fascino della nostra cultura e viceversa. C'è sempre stato anche un rapporto speciale quando si è trattato di fare abbigliamento casual. Quando immaginiamo una collezione, guardiamo molto alle influenze europee. Allegri porta con se un forte patrimonio, di artigianalità e qualità. I marchi inglesi sono noti anche per questo, ma con un'estetica leggermente diversa.

Questa imminente collaborazione è ispirata al film di Luc Besson del 1988, “Le Grand Blue“ e al mondo marino. Raccontaci di più.

Matthew: Volevamo rappresentare tutti gli aspetti di “Le Grand Blue“ - in particolare le attività sportive legate al mare profondo, incluse le immersioni, la pesca subacquea e l'apnea. Volevamo mantenere una collezione waterproof e ispirarci all'iconico soprabito anti-pioggia che Allegri ha prodotto per anni. Parlare di abbigliamento sportivo e sartoriale è l’anima di Cottweiler.

Come è nata la collaborazione con Allegri?

Ben: Abbiamo costruito il nostro network in Italia - in particolare a Milano -, vendendo le nostre collezioni tramite uno showroom e godendo certamente di un forte rapporto con Pitti Immagine. Eravamo davvero interessati a lavorare con un brand italiano e Allegri era molto focalizzato a spingere il proprio prodotto verso una fascia più giovane e aggiungere al capo spalla iconico un tocco all’avanguardia.

Quali aspetti tecnici saranno valorizzati nella collezione?

Ben: Abbiamo provato a costruire ogni pezzo su un sistema a due strati, con uno strato di base altamente tecnico e simile a una muta. L'esterno si lega a stili diversi, quindi è possibile creare vari stili all’interno delle proposte in collezione. Il nylon sportivo è la firma di Cottweiler ma abbiamo giocato molto con le proporzioni, rimanendo fedeli alla silhouette di Allegri.

Vi siete conosciuti da studenti, all'Università di Bristol. Come avete capito che era l'incontro giusto per iniziare a creare insieme?

Ben: ci siamo incontrati a Bristol nel 2005 mentre studiavamo fashion design. Abbiamo condiviso l'amore per la musica, entrambi amavamo ascoltare e scoprire nuovi musicisti. Siamo cresciuti ascoltando un sacco di reggae e dance hall. La musica ci ha uniti inizialmente poi abbiamo iniziato a disegnare durante l'università; alla fine è nata un'immagine di brand, oltre a un prodotto. Quello che è iniziato come un progetto "per caso" tra due amici - più legato all'arte che alla moda - si è trasformato in un vero business.

In che modo la vostra partecipazione a Pitti Uomo 91 ha dato spinta e forma al vostro brand?

Ben: ha davvero esposto il brand a un nuovo pubblico. Fino ad allora, eravamo conosciuti come brand underground londinese, presente sulla scena artistica e fashion. Pitti Uomo ci ha introdotti alla stampa e ai buyer internazionali. Nel contempo, siamo stati in grado di cambiare il percepito iniziale del brand che dall'essere un format di moda originale e è diventato qualcosa di più strutturato.

Articolo originale in inglese. Interpretazione italiana a cura di Valentina Accardo.



Valentina Accardo
Giornalista economica con la passione per la moda

Valentina ha seguito soprattutto economia e finanza per l'agenzia di stampa Apcom (ora askanews), la Tv finanziaria Class-CNBC e il quotidiano Milano Finanza, dal 2003 al 2010. A Washington DC, ha lavorato per due anni come associate producer per la National Public Radio. Oltre a scoprire brand emergenti della moda donna come Fashion Editor per BACOluxury, è attualmente contributor per Reuters e lavora per Il Sole 24 Ore.

Ancora sulla cresta dell’onda dalla loro ultima presentazione come Pitti Guest Designer a Pitti Uomo 91, il duo Matthew Dainty e Ben Cottrell di Cottweiler tornerà alla 95a edizione del salone, questa volta per presentare la capsule collection con il brand italiano Allegri. Abbiamo incontrato i vincitori dell'International Woolmark Prize 2017 e ci hanno dato un'anteprima di quello che ci aspetta a gennaio e raccontato il percorso del brand da fenomeno social media a player di primo piano nell'abbigliamento di lusso maschile.

Siamo così felici di rivedervi a Pitti Uomo quest'anno. Il vostro lavoro è sempre pieno di spirito artistico, emozione e movimento. Queste caratteristiche sembrano rappresentare tutte le vostre collezioni, qualunque cosa facciate.

Matthew: Quando iniziamo a lavorare su qualsiasi collezione o presentazione, tendiamo a concentrarci su qualcosa che trascenda il mondo della moda. Si tratta di dare alle persone qualcosa di significativo da ricordare.

Da quando avete fondato il marchio nel 2012, i social media vi hanno davvero sostenuto nel lancio del brand. Ultimamente, avete avuto l'opportunità di collaborare con tanti grandi nomi Reebook, Mulberry, Woolmark, solo per citarne alcuni. Perché le collaborazioni sono così importanti per il vostro brand in questo momento?

Ben: Penso che sia importante condividere la nostra creatività con l'esperienza degli altri; specialmente quando si tratta di dettagli tecnici che ci permettono di creare un prodotto più sofisticato.

Allegri è uno storico brand italiano che realizza capispalla ed è, come Cottweiler, una label dal posizionamento alto. Quando una realtà inglese come la vostra collabora con una realtà italiana accade qualcosa di magico...

Matthew: C'è sempre stata, storicamente, una relazione molto forte tra i marchi inglesi e quelli italiani. Gli italiani hanno sempre subito il fascino della nostra cultura e viceversa. C'è sempre stato anche un rapporto speciale quando si è trattato di fare abbigliamento casual. Quando immaginiamo una collezione, guardiamo molto alle influenze europee. Allegri porta con se un forte patrimonio, di artigianalità e qualità. I marchi inglesi sono noti anche per questo, ma con un'estetica leggermente diversa.

Questa imminente collaborazione è ispirata al film di Luc Besson del 1988, “Le Grand Blue“ e al mondo marino. Raccontaci di più.

Matthew: Volevamo rappresentare tutti gli aspetti di “Le Grand Blue“ - in particolare le attività sportive legate al mare profondo, incluse le immersioni, la pesca subacquea e l'apnea. Volevamo mantenere una collezione waterproof e ispirarci all'iconico soprabito anti-pioggia che Allegri ha prodotto per anni. Parlare di abbigliamento sportivo e sartoriale è l’anima di Cottweiler.

Come è nata la collaborazione con Allegri?

Ben: Abbiamo costruito il nostro network in Italia - in particolare a Milano -, vendendo le nostre collezioni tramite uno showroom e godendo certamente di un forte rapporto con Pitti Immagine. Eravamo davvero interessati a lavorare con un brand italiano e Allegri era molto focalizzato a spingere il proprio prodotto verso una fascia più giovane e aggiungere al capo spalla iconico un tocco all’avanguardia.

Quali aspetti tecnici saranno valorizzati nella collezione?

Ben: Abbiamo provato a costruire ogni pezzo su un sistema a due strati, con uno strato di base altamente tecnico e simile a una muta. L'esterno si lega a stili diversi, quindi è possibile creare vari stili all’interno delle proposte in collezione. Il nylon sportivo è la firma di Cottweiler ma abbiamo giocato molto con le proporzioni, rimanendo fedeli alla silhouette di Allegri.

Vi siete conosciuti da studenti, all'Università di Bristol. Come avete capito che era l'incontro giusto per iniziare a creare insieme?

Ben: ci siamo incontrati a Bristol nel 2005 mentre studiavamo fashion design. Abbiamo condiviso l'amore per la musica, entrambi amavamo ascoltare e scoprire nuovi musicisti. Siamo cresciuti ascoltando un sacco di reggae e dance hall. La musica ci ha uniti inizialmente poi abbiamo iniziato a disegnare durante l'università; alla fine è nata un'immagine di brand, oltre a un prodotto. Quello che è iniziato come un progetto "per caso" tra due amici - più legato all'arte che alla moda - si è trasformato in un vero business.

In che modo la vostra partecipazione a Pitti Uomo 91 ha dato spinta e forma al vostro brand?

Ben: ha davvero esposto il brand a un nuovo pubblico. Fino ad allora, eravamo conosciuti come brand underground londinese, presente sulla scena artistica e fashion. Pitti Uomo ci ha introdotti alla stampa e ai buyer internazionali. Nel contempo, siamo stati in grado di cambiare il percepito iniziale del brand che dall'essere un format di moda originale e è diventato qualcosa di più strutturato.

Articolo originale in inglese. Interpretazione italiana a cura di Valentina Accardo.



Valentina Accardo
Giornalista economica con la passione per la moda

Valentina ha seguito soprattutto economia e finanza per l'agenzia di stampa Apcom (ora askanews), la Tv finanziaria Class-CNBC e il quotidiano Milano Finanza, dal 2003 al 2010. A Washington DC, ha lavorato per due anni come associate producer per la National Public Radio. Oltre a scoprire brand emergenti della moda donna come Fashion Editor per BACOluxury, è attualmente contributor per Reuters e lavora per Il Sole 24 Ore.

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